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Come Amare

Come Amare

Cosa vuol dire amare, amare è donarsi.

Amare non è questione di fortuna.

Vi siete mai chiesti cosa vuol dire amare e come amare? Certamente molte volte nella vita. Spesso la risposta che si dà a questa domanda è legata alle relazioni interpersonali ed alla capacità di legarsi ad un’altra persona in una relazione d’amore. Amare quindi viene spesso correlato alla fortuna. “Se trovo chi mi ama sono fortunato”, “Amare è questione di fortuna”, “Trovare l’amore dipende solo dalla fortuna”!

Al contrario, come ci suggerisce Erich Fromm, psicoanalista di fama mondiale del secolo scorso, l’amore è questione di saggezza e di sforzo.

Amare è essere amati?

Quasi sempre l’amore è inteso in senso passivo, cioè amare in realtà viene inteso come l’essere amati da qualcuno. Uomini e Donne si affannano a cercare ogni modo per rendersi amabili, affascinanti, appetibili. Gli uomini percorrono la via del successo, volendo apparire uomini potenti, realizzati, con i soldi. Le donne invece curano il loro corpo, per renderlo il più possibile bello ed oggetto di attenzione da parte degli altri.

Tutti gli sforzi pertanto sono rivolti a trovare qualcuno che possa amarci, proprio perché si crede che amare voglia dire essere amati.

Amare è semplice, essere amati è difficile?

Ecco un’altra credenza comune. E’ nel pensiero di molti credere che amare in realtà sia facile, mentre la parte difficile sia proprio essere amati. Ecco allora che l’uomo si è spesso concentrato sul come fare per essere amato e desiderato. Le varie epoche e le mode hanno determinato diverse modalità per essere amabili. Ad esempio, negli anni settanta la donna fumatrice e disinibita era amabile, oggi non più. I tempi cambiano il concetto di ciò che più piace e di ciò che invece attrae meno.

Il come amare è legato al rendersi attraenti per poi attrarre qualcuno. Questo è considerato difficile e quasi tutti concentrano i loro sforzi unicamente in questa ricerca spasmodica.

Uno scambio.

Sulla scia del concetto che amare vuol dire sostanzialmente essere amati, l’innamoramento è spesso correlato ad un principio di scambio. Io ti dono la mia amabilità e tu la tua. Io ti offro le mie qualità di potere, fascino, successo, tu le ricambi con le tue qualità di bellezza e sofisticatezza. L’innamoramento è pertanto ridotto ad un mero scambio, che si realizza solamente se entrambe le parti hanno materiale da scambiare in modo proficuo. Nella nostra società materialistica questa impostazione non deve sorprendere ed anzi è necessario divenire consapevoli di questo aspetto. Pensateci.

Innamoramento come Amore?

Altra convinzione diffusa è che l’innamoramento sia in realtà l’amore stesso. Nulla di più sbagliato. L’innamoramento nasce da una emozione iniziale, spesso legata all’attrazione sessuale e ad uno stimolo legato alla novità. Ma cosa ne è dell’innamoramento quando trascorre il tempo e quella emozione iniziale pian piano si smorza e perde vigore?  Innamoramento ed amore non sono assolutamente la stessa cosa, piuttosto l’innamoramento è solo l’anticamera dell’amore ed ha in seno poco del vero amore. L’eccitamento dei primi contatti, della prima conoscenza crea una tensione tale da far credere alle parti che quello sia l’amore. Non a caso nelle primissime fasi dell’innamoramento le parole più usate sono “ti amo”. Ma quanti di quei “ti amo” sono autentici e quanti saranno duraturi?

Fermatevi a riflettere, pensate a tutte le vostre esperienze d’amore passate ed analizzate la differenza tra la fase dell’innamoramento e quella successiva. Quanti di quegli innamoramenti si sono trasformati in amori veri e duraturi. L’amore deve fare i conti con il tempo, con la routine, con la noia, con i difetti, con la pazienza e per questo richiede uno sforzo ben diverso da ciò che si prova nella fase dell’innamoramento.

La paura della solitudine.

L’innamoramento è, se ci pensate bene, proprio questo, un modo per sfuggire alla solitudine. E’ tra i bisogni basilari dell’uomo quello di non sentirsi solo, di appartenere ad un gruppo o a qualcuno, di fuggire dalla solitudine per stare in un contesto sociale, di gruppo o di coppia. Da che esiste l’uomo esiste la necessità di non stare soli. L’innamoramento trae la sua origine proprio da questa naturale e basilare necessità dell’uomo.

Quante volte ci lasciamo coinvolgere in quella che noi crediamo essere una storia di amore unicamente perché non vogliamo stare da soli? Quanto spesso facciamo di tutto per innamorarci pur di fuggire dalla solitudine, il più delle volte unendoci a persone che davvero non fanno per noi o con le quali non abbiamo nulla da condividere realmente. Quanti danni in amore fa la paura della solitudine? Tantissimi!

E allora cosa vuol dire amare? Amare è un’arte.

Amare non è assolutamente qualche cosa di semplice, come si vorrebbe credere e la difficoltà non sta nel trovare chi voglia amarci. LA difficoltà sta proprio nell’imparare ad amare. Amare è una questione di saggezza e di sforzo, di consapevolezza. Come dice Fromm (ne “l’Arte di amare”), l’amore è un’arte e come tale va appresa, studiata e poi applicata.

Non basta però divenire esperti teorici e pratici dell’arte di amare, ma sarà necessario rendere l’amore come la cosa più importante della nostra vita. Pensiamo che oggi la tendenza è quella di dare fondamentale importanza ad altri fattori, come il successo, il denaro, il potere, la carriera. Automaticamente l’amore viene considerato un elemento secondario, di facile realizzazione quanto al suo contenuto e dipendente solo dalla fortuna di trovare chi voglia amarci. Se non si è amati è insomma solo questione di sfortuna, secondo i più. Non è vero! Se non si è amati è perchè non si sa amare.

Amare non è ricevere, ma dare.

E’ fondamentale capire che Amare indica un’attività, un’azione e non un atteggiamento passivo. Amare è prima di tutto saper dare. Se non si impara a donare, non si potrà mai amare ed essere amati. Dare vuol dire spogliarsi di qualche cosa di proprio per donarlo a qualcun altro in modo disinteressato. Bisogna comprendere che dare è in effetti la forma più grande di potere. Chi dà è potente, ha una forza interiore enorme.

Chi non è disposto a dare sarà e rimarrà arido, sterile, tirchio nei sentimenti e povero dentro. Non saprà amare e non sarà mai veramente amato.

Cosa vuol dire Dare?

Amare è dare, ma dare cosa? Non si parla chiaramente di cose materiali. Dare in amore vuol dire essere capaci di donare se stessi, le proprie emozioni, i propri sentimenti, parte della propria vita. Questo vuol dire imparare a condividere con gli altri gioie, dolori, entusiasmi, pensieri, paure, forza.

Dare agli altri delle parti di noi stessi in modo incondizionato e non per ricevere altrettanto. Questo è il segreto. Ricordiamo sempre che amare non vuol dire essere amati, ma dare indipendentemente da ciò che si potrà ricevere in cambio.

Amare non è quindi uno scambio, o meglio potrà diventarlo nel senso più profondo del termine, nel senso di unione di sentimenti e di vite.

Amare tramite il dare ci renderà felici inevitabilmente ed indipendentemente da ciò che avremo. Ci darà forza, ci farà sentire bene e potenti. Amare rende forti e migliori, ma solo se interpretato nel suo senso più profondo e vero.

Amare è premura, rispetto, responsabilità e conoscenza.

Amare non è una cosa semplice, richiede studio, sforzo, consapevolezza e voglia. Amare richiede prima di tutto imparare ad essere premurosi verso l’altro, preoccuparsi del suo benessere e della sua sicurezza, con dedizione e generosità. Pensiamo all’amore sconfinato della mamma verso il suo bambino. Il modo più potente con cui la madre dimostra il suo amore è proprio la premura verso il suo bimbo.

L’essere premurosi è legato al senso di responsabilità che bisogna provare verso l’altro ed al rispetto verso il suo essere. Amare pertanto vuol dire rendersi responsabili della vita di qualcun altro, assumersi la responsabilità della sua felicità e del suo benessere, nel rispetto della sua personalità ed individualità. Nessuna prevaricazione, nessuna prepotenza, nessun possesso.

Amare vuol dire infine conoscere l’altro, annullarsi, zittirsi ed aprirsi alla conoscenza vera dell’altro, sospendendo il giudizio e ponendosi in ascolto dell’altro. Entrano in campo la capacità di ascoltare l’altro e di comunicare in modo efficace con l’altro, per imparare a conoscerlo nel suo profondo. In tal senso amare è mettere da parte le nostre individualità per accogliere le differenze.

Amare è donarsi. Una volta che avremo imparato ad Amare, allora potremo pensare di poter essere amati e non viceversa.

Imparate ad Amare, poiché amare è il fondamento della vita e la nostra forza interiore più grande.

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Nicoletta Cotugno

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